Testimonianze allievi

MARIA CARLA CASALE interrompe la catastrofe interiore

Ciao Carolina, non sai quanto mi spiace ma stasera non potrò esserci per l’ultimo incontro del programma MBSR. Mi spiace soprattutto perché è stato un bel percorso e mi avrebbe fatto piacere concluderlo con tutti voi.

Se avessi dovuto portare un oggetto simbolo del mio percorso, anche se un oggetto non sono, avrei sicuramente indicato le mie mani. Si perché ho smesso di mangiarmi le unghie. Non ho trovato la felicità o il sole in scatola nella mindfulness, né contavo di trovarli. Ma sicuramente mi ha aiutata a capire e a sentire soprattutto, che sì, posso fermarmi ogni tanto! Posso interrompere quella catastrofe interiore ed è un lusso che mi posso concedere sempre. Posso vivere , camminare, mangiare facendo semplicemente questo. Senza quel “tutto il resto” di pensieri, proiezioni, ansie. Per me è stata una scoperta, davvero. Anche solo avere la consapevolezza che posso farlo!

Detto ciò ti ringrazio, se puoi saluta il gruppo da parte mia. Una buonissima serata a voi.

Maria Carla

NOEMI ANCONA riscopre la passione e si iscrive di nuovo all’Università

Ciao Carolina!

Come stai? Ti ho seguita nelle tue vacanze grazie ai post… hai trasmesso grande presenza, non so come spiegarlo… era tutto molto vicino a noi che ti guardavamo sugli schermi, ci hai reso partecipi!

Ti scrivo dal divano di casa mentre accarezzo Bartolomeow, il mio gatto, solo per dirti che è grazie a te, ai frutti del mio percorso con te e delle tue letture che mi sono nuovamente iscritta all’università, in Filosofia!!! Ok, forse ti sembrerà un po’ strano o boh, “che ci sarà di tanto eccezionale?!” …Tutto!

Mi sono “amata” molto in questa scelta… e ringrazio te perché con la pratica (sei tu che me l’hai trasmessa!) ho ripreso contatto con alcune cose di me che avevo dimenticato, come la passione per lo studio, così, fine a se stesso: studiare per il puro piacere di essere interessata alle cose, alla storia, alle idee del mondo e sentirmi a mio agio e felice, facendo questo! Studio Filosofia perché mi piace… non vedevo più questa passione in me, presa da tanto fare, tanto rincorrere, e tanto pensare!

Ecco, volevo solo dirti GRAZIE perché sono molto felice, pienamente e consapevolmente felice di essermi presa cura di me, di essermi fermata, rivista e riconosciuta, di aver ritrovato una parte di me un po’ dimenticata chissà dove! Di aver respirato con questa nuova idea che è arrivata come un pensiero, che arrivava (ma era lì da un po’), sostava, andava via… poi tornava, lo riaccoglievo, gli davo dignità, fino a lasciarlo essere così com’era…

Grazie perché la pratica della consapevolezza mi ha ricordato che questo era possibile e che in me avevo già tutto quello che mi serviva per ritrovare questa felicità semplice e la determinazione necessaria per dire “Ok, dai.. Fallo, è quello che vuoi!”.

Ritrovare la mia determinazione, riprendere a “scegliere” con consapevolezza sono per me una grande conquista e questo mi fa sentire bene… bastava solo non fare e lasciarmi essere: grazie a te perché sei tu che me lo hai insegnato.

Un abbraccio,
Noemi

EDOARDO S. non ha più paura di parlare in pubblico

Messaggio ricevuto pochi giorni dopo la conclusione del programma MBSR:

“Ciao Carolina! Il corso mi è piaciuto tantissimo…e mi piace meditare a casa. Ci tenevo a dirti un piccolo aneddoto: settimana scorsa ho dovuto fare un mega discorso in pubblico per lavoro. Normalmente passavo giorni orribili prima dei discorsi, li preparavo cento volte ed andavano sempre male. Questa volta ero talmente tranquillo che l’ho provato sono una volta i giorni prima, dedicandoci un centesimo del tempo delle volte precedenti. La mattina del discorso ero felicissimo perché avevo dormito bene e vissuto alla grande fino a lì. La tranquillità non è mai andata via, ho parlato benissimo e quando ho finito ero pure riposato. Facile parlare in pubblico (e vivere) in questo modo. Grazie!! Bacio”

Grazie a te, Edoardo!

LAURA V. non va da nessuna parte, istante per istante
Qualche anno fa avevo finalmente capito che vivere sempre rimuginando nel passato, contemplando malinconicamente quello che era stato, non mi faceva stare bene. Il futuro era quello a cui dovevo andare incontro: andare verso il nuovo, per accogliere tutte le sorprese della vita.
Con la Mindfulness ho scoperto qualcosa di ancora più sconvolgente: non devo andare da nessuna parte.
La bellezza, il nuovo, quel qualcosa di straordinario che tutti (forse) ci aspettiamo dalla vita è proprio qui, adesso. Non c’è altro di cui abbiamo bisogno o che possiamo vivere. C’è tutto quello che ci serve dentro di noi, proprio ora.
Fermarsi e accorgersene dona uno stato di consapevolezza con il quale possiamo osservare tutto ciò che accade dentro di noi: dalla gioia più assoluta e dirompente alla paura più profonda e sconfortante. Lasciare il giusto spazio tra noi e la tempesta che sta accadendo ci permette di lasciarla essere per poi lasciarla andare. Le sensazioni e le emozioni difficili esistono, ma sono attimi da attraversare che si modificano istante per istante.
E anche l’emozione più forte, che per nostra mente può sembrare un muro assolutamente invalicabile, se vissuta in quest’ottica di piccoli passi istanti per istanti, può diventare nebbia: attraversabile. Basta solo dare a noi stessi, gentilmente, la possibilità di sentire nel nostro corpo cosa sta accadendo adesso. E adesso. E adesso. Buon risveglio al presente.
SILVIA F. riscopre il “fare le cose con amore”

Con il corso MBSR ho riscoperto il significato di “fare le cose con amore”.
 E’ una frase che spesso sentivo dire a mia zia, donna friulana di grande semplicità e valore.

Il risveglio al momento presente, infatti, mi ha permesso nell’immediato di godere pienamente di quello che c’è.
 E questo stare pienamente con quello che c’è mi ha aperto ad un sentimento di accoglienza, gentilezza e amore verso l’esterno, realmente trasformativo nel mio essere e nel come ora riesco a stare con le esperienze che vivo.

E così semplicemente preparare la tavola alla sera, rituale meccanico ma non privo di tensioni con due bambini piccoli,  diventa un momento creativo, diventa un’occasione che può destare curiosità, attenzione e amore.
 E anche la mia ansia cronica lievemente si sta spegnendo.

MICHELA ROSATI e una saggezza che permette di non essere coerenti
Il programma MBSR è per tutti, anche per chi pratica la mindfulness già da tempo. Lo consiglierei in modo particolare a quelli che fanno, come me, una professione d’aiuto, perché non è sempre facile incontrare la sofferenza degli altri, che in fondo è anche la nostra, in modo sano.
Le pratiche che possiamo imparare durante il corso ci aiutano a sviluppare la capacità di rimanere in contatto con il momento presente, anche quando questo momento non è dei migliori.
Siamo abituati a contrastare le sensazioni spiacevoli, le rifiutiamo, le cacciamo, le temiamo. Ma queste tornano ancora ed ancora, lasciandoci spossati. Durante il programma invece, cominciamo a sentire che possiamo creare un po’ di spazio per queste emozioni, possiamo renderci più morbidi e accoglienti, e all’improvviso scoprire che non fanno più tanta paura e tanto male. Possiamo “sedere con loro” in amicizia, preoccupandocene molto meno. E’ una grande liberazione.
Non dico che sia facile, per questo l’insegnante che ci accompagna è fondamentale.
Carolina, incarnando naturalmente la gentilezza, la presenza, la curiosità, la disponibilità ad essere proprio come si è, senza cambiare nulla, ci mostra come mantenere un atteggiamento di amorevolezza e comprensione verso noi stessi e verso gli altri anche nelle situazioni davvero difficili.
 
Personalmente posso testimoniare molte occasioni di comprensione profonda durante il percorso, una specie di saggezza che emerge da dentro, più che essere frutto di tanti ragionamenti.
Credo che il ricordo più vivido, che porterò con me e al quale attingerò ogni volta che ne avrò bisogno, è l’avere intuito, soprattutto con il cuore e attraverso il corpo, che quando si sta male si può scegliere di non essere coerenti.
I bambini di pochi mesi, anche se sembra incredibile, sanno passare dal pianto disperato al riso in pochi secondi se le condizioni cambiano, assaggiando la vita momento per momento.
Da grandi noi non sappiamo più farlo altrettanto bene, intrappolati come siamo in mille congetture su come le cose sarebbero dovute essere e non sono. Ecco perché diciamo che siamo tristi o disperati.
Eppure non esiste un flusso ininterrotto di tristezza o disperazione. Esiste il flusso della vita all’interno del quale tutto si alterna. E in questa impermanenza di ogni umano sentire, se restiamo ancorati al momento presente, quando arriva un istante – anche solo uno – di sollievo, di allegria, di bellezza, di sorriso tra le lacrime, allora riusciremo a notarlo e a goderne pienamente.
E sarà come un balsamo per l’anima.
SERGIO H. riscopre il piacere di stare con sè stesso

Partecipare al programma MBSR mi ha permesso di stare in compagnia di me stesso in tanti momenti della giornata, dopo un periodo in cui, a causa dello stress, di me avevo finito un po’ con il dimenticarmi (e con me stesso, in qualche caso, avevo anche iniziato a dimenticarmi un po’ degli altri).

Praticare mindfulness mi ha aiutato ad essere più concentrato e sereno. Ho scoperto l’arte di fare ritorno a questo momento, sia quando parlo con mia moglie, sia quando mi occupo di un progetto importante.

Sono trascorsi ormai quattro mesi dalla conclusione del programma, e continuo a sentirmi leggero, meno teso e angosciato, capace di lasciare andare pensieri inutilmente stressanti. Ancora oggi, mi dedico con piacere e dedizione alla pratica formale, e ogni volta mi sento meglio.

Grazie tante Carolina per avere condiviso con me questa esperienza.

BRUNA C. e la chiave perduta
Partecipare al programma MBSR mi ha fatto pensare alla storia dell’uomo che cerca fuori casa, sotto un lampione, la chiave perduta. Quando una passante gli chiede se può aiutarlo a cercare, l’uomo si mostra molto grato. Dopo mezz’ora di ricerca infruttuosa la donna chiede: “Ma dove le è caduta la chiave?”, e l’uomo risponde: “L’ho persa a casa”. “E allora perché la cerca fuori in strada sotto un lampione?”, chiede la donna. L’uomo risponde: “Perché a casa mia non c’è la luce, allora sono uscito per cercarla qui dove ci si vede meglio”.
È proprio quello che facciamo ogni volta che cerchiamo al di fuori di noi stessi le soluzione ai problemi. Viviamo, pensiamo, nel nostro foro interiore, in cui risiede la nostra umanità, eppure continuiamo a cercare le risposte fuori di noi perché non riusciamo ad illuminare l’interno…
Praticare mindfulness, finalmente, ci aiuta a fare un po’ di luce.