Una relazione è come uno squalo
“Una relazione è come uno squalo: deve continuare a muoversi in avanti, altrimenti muore”.
Dal film “Io e Annie”, Woody Allen, 1977
Tra le varie citazioni con cui avrei potuto iniziare questa newsletter, forse non ti aspettavi proprio questa, tratta da Io e Annie, con la metafora della relazione come uno squalo. Eppure, è così: nelle relazioni, come nella vita, servono movimento, curiosità, crescita continua.
E se ci pensi, il gioco dentro una relazione ha proprio questa funzione: mantiene viva la parte leggera e dinamica del legame, che rischia di spegnersi se si resta sempre fermi sugli stessi discorsi e sugli stessi ruoli, o se le energie si riversano tutte, o quasi, sulle incombenze quotidiane, a scapito del divertimento e del tempo libero insieme.
A volte, una delle ragioni per cui si smette di fare sesso è proprio questa: viene meno il gioco, inteso non solo come preliminare fisico, ma come invito emotivo, richiamo e promessa che tra noi c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire — fuori e sotto alle lenzuola.
Anche le ricerche scientifiche lo confermano: le coppie che coltivano uno spirito giocoso vivono legami più intimi e soddisfacenti. Non a caso, spesso cerchiamo partner capaci di unire responsabilità e leggerezza. Persone serie, ma che non si prendano troppo sul serio:
Mantenere il senso del gioco ti fa bene anche da single
E questo vale non solo per chi è in coppia. Anche quando si è single, il gioco conserva il suo valore: perché non riguarda solo il rapporto con l’altro, ma prima ancora il modo in cui restiamo in relazione con noi stessi.
Quando si è da soli, è facile finire per percorrere un po’ sempre le stesse abitudini – nei gesti, nei pensieri, ma anche nei modi in cui ci raccontiamo. Il gioco, inteso come curiosità, come desiderio di farsi domande nuove, di esplorare spazi e situazioni meno abituali, è un modo per non irrigidirsi, per restare aperti a ciò che non conosciamo ancora di noi.
Allenare uno spirito esplorativo e giocoso – con le domande giuste, con incontri nuovi, con esperienze che escono un po’ dagli schemi — è una forma di cura verso noi stessi e verso le nostre relazioni future.
Perché sì: l’amore è una cosa seria. Ma non troppo.
E ogni tanto, per farlo crescere, basta farsi – e fare – qualche domanda in più.
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