L’articolo che stai per leggere è tratto dalla newsletter di Carolina, per riceverla in anteprima puoi iscriverti qui.
Nello scorso articolo ti ho parlato di dating fatigue. Di come questa espressione possa forse risuonare con la tua esperienza – a proposito: grazie per i vostri messaggi – e della sua conseguenza principale: l’atmosfera “Meh” che si respira, a volte, sulle app di incontri.
Oggi, come promesso, ti parlo di come uscirne. O almeno, di come provarci, così da viverle per quello che sono: strumenti per incontrare dal vivo persone che altrimenti magari non incontreresti. È il caso per esempio mio e di mio marito, che avevamo giri completamente diversi, io con le amiche single, lui con i papà della classe dove suo figlio aveva fatto le elementari.
Se non fosse stato per un mio “Però, profilo interessante” e un suo rispondermi dopo qualche giorno con una chat bellissima, poi interrotta da un malfunzionamento di Tinder… e se non fosse stato per un suo cercarmi sul web e scrivere, la mattina dopo, una mail all’indirizzo di Sara, la mia assistente, che mi ha fatto venire voglia di conoscerlo… oggi non staremmo insieme.
La mail aveva come oggetto: Cosa è successo?
Ciao Carolina, sono Luigi. Non so cosa sia successo su Tinder, un problema tecnico o che… ma sei improvvisamente scomparsa.
Nel caso sia effettivamente così, mi piacerebbe molto rimanere in contatto con te, perché la chiacchierata che abbiamo fatto è stata, almeno per me, sorprendente. Quindi, se vuoi, contattami pure.
Nel caso invece tu lo abbia fatto volutamente, mi scuso se ho detto qualcosa di inopportuno. Ignora questa mail e perdona la mia intrusione.
Un caro abbraccio,
Luigi
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Come sopravvivere alla dating fatigue
La dating fatigue è reale, ma non è una condanna. Voglio condividere con te alcune regole che io stessa mi sono data da single per non sentirmi sopraffatta, insieme ad alcune riflessioni che spero possano esserti di aiuto.
La prima è darsi dei limiti rispetto al tempo e alle persone con cui ci si connette online. Sono limiti soggettivi, ma se può interessarti: all’epoca, per me, avevo stabilito non più di 10/15 minuti a sera e non più di due conversazioni attive. Se avessi iniziato una chat interessante, avrei fatto un’eccezione e mi ci sarei dedicata. Ma ciò che mi premeva era non essere casuale nell’approccio. Più swipe fai, più chat apri, più opzioni ti sembra di avere, ma sei anche meno capace di investire davvero su qualcuno. Darsi dei limiti è un modo per ridurre il rumore, per esserci davvero, e per rispettare la propria energia emotiva. E quella delle altre persone.
La seconda: no a giorni e giorni di chat senza incontrarsi. Al di là del fatto che non stai cercando un amico di penna ma un incontro vero, che porti eventualmente a una relazione che non si può certo vivere al telefono, il rischio è quello di costruire nella tua testa una persona che non esiste, e che quella persona faccia la stessa cosa con te. Ricordo ancora quella volta in cui ho chattato per giorni e giorni, a volte fino a tarda notte, e chi mi conosce bene sa quanto io sia gelosa del mio sonno, con un uomo che sembrava non riuscire mai a incontrarmi. Quando ci siamo finalmente visti per un caffè, sia lui che io ci siamo trovati di fronte una persona molto lontana da come ce l’eravamo immaginata.
La terza: una volta stabilito che dietro alla conversazione online potrebbe davvero esserci una persona interessante, è bene passare a un incontro dal vivo. In fondo, è proprio ciò a cui il dating online dovrebbe servire e se, dall’altra parte, questa possibilità viene negata o costantemente rimandata con una scusa o con un’altra, meglio lasciar perdere.
La quarta: ridimensionare le aspettative. Stai incontrando una persona nuova sperando che l’esperienza sia gradevole per entrambi. Non stai facendo il colloquio di lavoro che cambierà la tua carriera per sempre, né devi stabilire in un’ora se quella persona sarà l’uomo o la donna della tua vita – e se chi hai di fronte la pensa diversamente, scappa pure a gambe levate. L’unica cosa che stai facendo è verificare se qualcuno che ti ha incuriosito online ti trasmette, una volta incontrato, la voglia di rivederlo.
La quinta: ricorda che la tua vita è offline. Divertiti, cura le tue passioni e le tue relazioni, cercati situazioni in cui condividere esperienze che ti interessano con persone nuove. Chiacchiera con chi conosci poco, se ne hai l’occasione. Avere una vita piena ti permetterà di arrivare al dating con un desiderio, non con un’urgenza. E le persone lo sentono: c’è una differenza enorme tra chi cerca qualcuno per condividere qualcosa di bello e chi cerca qualcuno per riempire un vuoto. E poi, la persona giusta potrebbe essere seduta accanto a te da qualche parte, in un posto in cui hai scelto di andare perché ti piaceva l’idea, non perché speravi di incontrare qualcuno.
A Carte Scoperte Dating
Ti farà forse sorridere e, lo so, sono di parte, ma A Carte Scoperte è il dating che sognavo da single e si ispira molto alle riflessioni che ho condiviso con te.
Non parte da uno schermo, non chiede performance, non mette fretta. E non ti chiedi chi ci sarà davvero dall’altra parte. Si gioca con un mazzo di carte, domande aperte pensate per andare oltre le solite presentazioni, in un gruppo piccolo, in un clima che ho costruito perché ci sia davvero spazio per essere sé stessi e, nel frattempo, divertirsi.
Vale la pena dirlo, a uomini e donne. Sulle principali app di dating il rapporto tra uomini e donne è di circa tre a uno. Per gli uomini significa che, anche con un profilo curato e buone intenzioni, le probabilità di arrivare a un incontro reale sono statisticamente molto basse. Per le donne significa trovarsi sommerse di richieste, con poca possibilità di capire chi ha davvero voglia di incontrarsi e non solo di scorrere. Ad A Carte Scoperte il gruppo è pensato per avere un maggiore equilibrio: massimo 7 uomini e 7 donne, minimo 4 e 4, e chi arriva ha già scelto di esserci davvero.
Un discorso a parte merita chi cerca l’appuntamento gay. Lì il tema è diverso: le app esistono, funzionano meglio, ma sono spesso orientate a incontri veloci e superficiali. A Carte Scoperte Gay nasce per chi ha voglia di qualcosa di diverso: conoscersi davvero, con la stessa leggerezza e la stessa profondità.
E poi, per chi vuole continuare nella “vita reale”, c’è la pizzata, a cui io non partecipo, proprio per lasciare che tutto si destrutturi nel modo più naturale possibile.









